Alla scoperta di Mathare   linea joy

mathare 1280

 

Le baraccopoli non esistono, o almeno non secondo le mappe catastali di Nairobi, capitale del Kenya. Sono segnate come spazi bianchi. Le baraccopoli non esistono, sono nascoste agli occhi del mondo. Si può vivere a Nairobi e non far caso alla loro così assordante presenza. Nonostante il caos che vi regna, ci si può passare accanto, voltare lo sguardo e tirare diritto.

Eppure come si possono nascondere più di 2 milioni e mezzo di persone che popolano gli slum di Nairobi!? Come si può voltare lo sguardo dall’altra parte?

Noi di Joy – Formazione e Sviluppo abbiamo scelto di lavorare nella baraccopoli di Mathare - seconda baraccopoli di Nairobi per numero di abitanti - e supportare progetti realizzati dagli abitanti stessi, gli unici che conoscono a fondo la realtà dello slum.

Camminare per le strade di Mathare è come fare un viaggio sensoriale. Per quanto si possa immaginare la vita in una baraccopoli, nessuna fantasia potrà mai raggiungere la realtà.

È un labirinto di lamiere che si sovrappongono quasi nascondendo ciò che accade all’ombra delle baracche. Si creano cunicoli stretti, sporchi e maleodoranti.

La musica risuona sempre tra le baracche di lamiera, si amplifica e si sovrappone alle voci degli studenti che escono da scuola, ai predicatori di chissà quale religione, ai bambini che seguono i Muzungu continuando a ripetere “How are you?”. In un luogo abbandonato dal mondo, in cui manca acqua, cibo, elettricità e acqua corrente, le note musicali non mancano mai. Il popolo africano ama la musica: fa parte della loro quotidianità, accompagna le loro attività giornaliere e si mischia agli innumerevoli dialetti delle diverse etnie che popolano le strade. L’unico rumore che copre completamente le note è la pioggia che sbatte forte contro i tetti di lamiera. A quel punto ogni suono verrà coperto dall’incessante pioggia.    

Gli odori sono estremamente forti: il piccoli pesciolini del lago vittoria lasciati al sole ad essiccare, i mandazi lasciati a friggere in enormi pentoloni davanti le scuole, l’immondizia, la troppa immondizia che ricopre le strade.

Il rapporto delle Nazioni Unite “Challenge of slums” 2003 – il primo studio su scala mondiale sulla povertà urbana – ha rilevato dati allarmanti. Nel 2001 erano 924 milioni (il 31,6% della popolazione urbana mondiale) gli abitanti degli slum: una persona su tre viveva in baraccopoli o in spazi urbani degradati.  Nei paesi in via di sviluppo rappresentavano il 43% della popolazione urbana, nei paesi sviluppati solo il 6%. Negli anni si è osservato un costante aumento del numero delle baraccopoli (oggi sono oltre 250.000 nel mondo) e del numero degli abitanti che entro il 2030 arriveranno a quasi due miliardi d’individui, un quarto della popolazione mondiale.

Con il tuo aiuto JOY Formazione e Sviluppo garantirà a tanti bambini degli slum istruzione, partecipazione e un luogo sicuro in cui crescere.

Sostieni i bimbi di Mathare